Ambulatorio : Dal LUN al VEN dalle 16:00 alle 20:00 - SAB e DOM a domicilio
  Telefono : +393296049834

Il colesterolo cattivo.

Troppo colesterolo può fare male alla salute. Diversi studi scientifici hanno infatti associato suoi eccessi all’aumento del rischio di aterosclerosi, quel fenomeno che restringendo il diametro interno delle arterie e aumentando la probabilità che si formino dei trombi espone al rischio di gravi eventi cardiovascolari, inclusi infarti e ictus.

In particolare, a promuovere l’aterosclerosi è il cosiddetto colesterolo cattivo (detto anche LDL, acronimo anglosassone con cui vengono indicate le particelle che lo trasportano nel sangue – le Low Density Lipoproteins). Il colesterolo buono (o HDL, dall’inglese High Density Lipoproteins) non dovrebbe invece scendere al di sotto di livelli considerati minimi, perché aiuta proprio ad eliminare gli eccessi di questa molecola.

Alla base dell’aumento del colesterolo totale e di quello cattivo in particolare possono esserci dei fattori genetici, ma non solo: anche l’alimentazione può giocare un ruolo determinante. Per questo fare attenzione ai grassi saturi o idrogenati (trans) portati nel piatto può aiutare a tenere sotto controllo i suoi livelli.

Può esser utile, al fine di ridurre il contenuto di grassi saturi e trans portati in tavola, adottare semplici, ma utilissimi accorgimenti come ad esemio preferire la bollitura come metodo di cottura, poichè non prevede l’uso di condimenti grassi, eliminare sempre la pelle del pollo prima di cucinarlo e il grasso visibile dalla carne in generale prima e dopo la cottura.

Infine bisogna limitare il consumo di cibi ricchi di colesterolo come uova, molluschi, carni grasse (come manzo, agnello, maiale), lardo, latticinini e oli tropicali (ad es. olio di cocco e olio di palma). (fonte: salute24.ilsole24ore.com)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivimi su WhatsApp