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Archive for Gennaio 2020

Chi ha scoperto la dieta mediterranea

Ecco chi ha scoperto la Dieta Mediterranea

È statunitense e originario di Colorado Springs, Ancel Keys (1904-2004), considerato il padre e lo scopritore dell’odierna dieta mediterranea. Egli fu il primo ad analizzare in modo specifico la dieta del sud Italia e della Grecia, avviando così importanti scoperte nella comunità scientifica. Fisiologo, biologo e nutrizionista presso l’Università del Minnesota, tra i suoi titoli di studio sono degni di nota una laurea in Economia e Scienze Politiche, ottenuta nel 1925 all’Università della California, e un dottorato in biologia e oceanografia nel 1929 all’Università della California.
Nel 1938 ottenne poi un secondo dottorato in fisiologia al King’s College dell’Università di Cambridge; fu professore assistente ad Harvard e all’università del Minnesota, oltre che rinomato studioso e fondatore del laboratorio di Igiene Fisiologica.
Il primo approccio con quella che oggi chiamiamo dieta mediterranea avvenne durante il periodo di studi sulle malattie cardiovascolari, quando si confronta con il professore e collega Gino Bergami. La scoperta dei numerosi benefici portati dalla dieta Mediterranea polirematica, come da lui stesso venne chiamata, è un risultato degli studi che proseguì prima a Napoli, dove si trasferì con la moglie, e successivamente con la popolazione di Nicotera, in Calabria, nel corso di numerosi anni. Nel 1962, Keys si trasferì a Pioppi con la moglie, frazione del comune di Pollica, nel Cilento, dove rimase per oltre 40 anni.
I risultati dei suoi studi premiarono l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, legumi, olio d’oliva e pesce, tipica delle zone locali. Nello studio intitolato Seven Country Study dimostrò come un contenuto equilibrato di grassi avesse diminuito i casi di decessi per morte coronarica a 9 su 100 000. I grassi monoinsaturi contenuti nell’olio d’oliva consentivano alla popolazione mediterranea di tenere un bassissimo tasso di incidenza di malattie coronariche, nonostante la quantità di grassi fosse maggiore di quella consumata negli USA.
A questo particolare tipo di alimentazione, che riusciva senza troppe difficoltà a rinunciare alla carne, venne dato il nome di “dieta mediterranea”. 
Keys trascrisse i suoi studi nella famosa opera “Eat well and stay well”, pubblicato per la prima volta nel 1959, con un impatto tale negli Stati Uniti che nel 1961 la rivista americana TIME gli dedicò la copertina del numero di gennaio.
Keys mori a 100 anni il 20 novembre 2004, a Minneapolis, consumando la stessa dieta da lui battezzata e traendone una considerevole longevità. La Dieta Mediterranea è stata iscritta il 16 novembre 2010 dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, come “un insieme di competenze, conoscenze, riti, simboli e tradizioni, che vanno dal paesaggio alla tavola”.

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