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Pane, pizza e pasta.

Non sono alimenti da temere, basta conoscerli e imparare a “gestirli”. Come molti sanno, pane, pizza e pasta contengono carboidrati, cioè nutrienti che forniscono energia e influenzano i livelli di glucosio (zucchero) nel sangue. Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), la quantità di carboidrati ingeriti durante la giornata dovrebbe essere compresa tra il 45 e il 60% delle kcal totali assunte durante la giornata.
I carboidrati sono quindi un elemento fondamentale della dieta delle persone anche con diabete, e al momento non esistono dati scientifici per suggerire l’uso di diete a bassissimo contenuto di carboidrati (meno di 130 grammi al giorno). Anche la qualità dei carboidrati è importante, perché i diversi cibi che li contengono condizionano diversamente la glicemia dopo i pasti. Pane, pizza e pasta sono costituiti da carboidrati complessi, in genere preferibili a quelli semplici (come lo zucchero che mettiamo nel caffè). È però necessario fare alcune distinzioni tra questi alimenti, perché sono preparati in modi diversi, presentano un differente indice glicemico, e vantano numerose varianti che a volte rendono le cose più complicate, specie per la pizza.
In generale, quando possibile, andrebbero preferiti pane e pasta integrali, perché contengono fibre che rallentano l’assorbimento dei carboidrati e aiutano a evitare che la glicemia aumenti troppo rapidamente. Non è facile, purtroppo, trovare pizze preparate con farina integrale. Oltre all’indice glicemico (cioè la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un alimento; è considerato basso se ≤55 e alto se ≥70), nella scelta tra i vari tipi di pane, pizza e pasta è importante prendere in considerazione anche l’apporto calorico (legato sia a quantità che composizione del cibo) e la “qualità”, dipendente dai macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi contenuti nel cibo). (fonte: Glunews-Diabetes network)

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