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Chi consuma pasti fuori casa dovrebbe poter consultare adeguate informazioni nutrizionali.

Consumare i pasti fuori casa è uno dei fattori associati al maggior rischio di scelte alimentari scorrette. Una ricerca americana (Gruner J, Ohri-Vachaspati P.J Acad Nut Diet 2017 Feb10; dx.doi.org/101016/j.jand.2016.12.012), condotta su frequentatori abituali di una catena statunitense di fast food, ha valutato la frequenza di consultazione delle informazioni nutrizionali riportate per i singoli menu e piatti, associando poi questo dato alla scelta, più o meno corretta, della composizione di un pasto.
L’indagine è stata condotta nell’arco di 8 settimane, tra febbraio e aprile, per cogliere variazioni di menu stagionali. Ai clienti che hanno aderito allo studio è stato chiesto se avessero letto le informazioni nutrizionali e se su queste avessero basato le loro scelte. Grazie all’esame delle ricevuta di cassa, sono stati valutati i consumi di tre categorie di prodotti: cibi di accompagnamento (come insalate, frutta e dessert), antipasti e bevande                                               Dall’elaborazione dei dati è emerso che soltanto il 16,1% dei clienti ha dichiarato di prestare attenzione alle informazioni nutrizionali. La loro utilità, almeno parziale, sembrerebbe tuttavia confermata: chi consulta le informazioni nutrizionali ha infatti una probabilità 5 volte maggiore di scegliere un cibo sano rispetto a chi non ne fa uso.
Questo gruppo di clienti ha badato meno al conto delle calorie: anche chi aveva consultato le info nutrizionali, infatti, non ha fatto scelte oculate per quanto riguarda gli antipasti.
Questi dati, pur limitati e preliminari, sembrano incoraggianti per una più capillare diffusione delle informazioni nutrizionali che, in Italia, è ancora molto limitata. Negli Stati Uniti, invece, chi vende cibi pronti (bar, ristoranti, catene di fast food) dovrà aggiungere entro il 5 maggio prossimo l’apporto calorico a ogni piatto o menu proposto: un primo passo per facilitare scelte nutrizionali più consapevoli. (fonte: nutrition-foundation.it)

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