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No alla dieta “fai da te”.

La dieta Mediterranea, sempre presente quando si parla di corretta nutrizione e prevenzione di tumori e di malattie cardiovascolari, è insidiata da un diffuso ‘fai da te’. Inflazionata ma poco applicata, “tutti ne parlano ma pochi sanno realmente in che consiste. Servono linee guida scientifiche”. E’ l’allarme che arriva dai biologi nutrizionisti, ascoltati in Commissione Agricoltura del Senato, dove è in esame un disegno di legge che prevede la promozione della dieta mediterranea anche attraverso l’istituzione di una Giornata nazionale, un marchio, un fondo e un comitato scientifico incaricato della tutela.

“Riscontriamo carenza di informazione sul concetto di dieta mediterranea, spesso evocata più come costume che non come corretto percorso nutrizionale”, ha detto Ermanno Calcatelli, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, che come i medici hanno anche la qualifica di ‘nutrizionisti’.

Molte le “insidie di un’applicazione fai da te”, in primis “l’uso frequente di carboidrati complessi” e “di cibi semilavorati che utilizzano coloranti, grassi animali, antiossidanti, acidificanti, condimenti non di prima qualità”.

Ma anche il tipo di cottura fa la differenza. “Serve a poco mangiare tanta verdura se viene bollita e ripassata, perché la perdita di nutrienti è significativa”.(fonte: ANSA)

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La pasta scotta fa ingrassare più della pasta al dente.

Linea a rischio per chi mangia la pasta scotta. Non solo, alla lunga, l’abitudine a una cottura prolungata mette in pericolo anche la salute dei vasi sanguigni. Colpa del piu’ rapido assorbimento dei carboidrati che provoca l’aumento della glicemia nel sangue dopo il pasto. ”Una cottura eccessiva – ricorda il professor Pietro Antonio Migliaccio, nutrizionista e docente di scienza dell’Alimentazione – oltre a mortificare il palato, puo’ creare anche seri fastidi”.

La cottura al dente e’ consigliata in particolare alle persone che hanno gia’ valori di glicemia alterati e a chi e’ in sovrappeso. ”Un recente studio statunitense ha messo la pasta sul banco degli imputati, perche’ colpevole di provocare un picco glicemico dopo il pasto”, ha aggiunto l’esperto che ha partecipato ieri sera alla lezione teorica-pratica ‘La salute vien mangiando’, organizzata a Roma dall’azienda farmaceutica Merck Sharp e Dohme presso la Citta’ del Gusto Gambero Rosso. ”I ricercatori americani, pero’, hanno studiato gli effetti della pasta scotta, come si usa oltreoceano”. I rischi, invece, possono essere facilmente evitati ”mangiando secondo tradizione. La pasta al dente – ha concluso Migliaccio – si assorbe molto piu’ lentamente e i carboidrati vengono usati dall’organismo gradualmente”. Gli zuccheri quindi vengono ‘consumati’ in tempi piu’ lunghi senza creare inutili depositi e senza alterare i valori del sangue. (fonte: Adnkronos/Adnkronos Salute)

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Gli alimenti fonte di eterna giovinezza

Nella lotta alle rughe e per proteggersi dagli effetti dannosi dei raggi Uv sulla pelle alle armi tradizionali, come le creme mediche o cosmetiche, potrebbero aggiungersi pomodori, cavoli e spinaci. Come alimenti o magari sotto forma di integratori. La chiave sta in due antiossidanti che contengono, il licopene e la luteina. È quanto emerge da una ricerca del Leibniz Research Institute for Environmental Medicine, in Germania, pubblicata sul British Journal of Dermatology. Gli studiosi hanno preso in esame la pelle di 65 persone, divise in due gruppi: il primo ha assunto un supplemento chiamato Tnc (tomato nutrient complex),messo a confronto con un placebo, il secondo invece luteina sempre con le stesse modalità. All’inizio e alla fine di ogni fase di trattamento di 12 settimane la pelle è stata esposta a due tipi di raggi ultravioletti, UVA1 e UVA / B in un processo noto come irradiazione, con biopsie, cioè il prelievo di un campione di tessuto, effettuate 24 ore dopo. Dai risultati è emerso che in coloro che non avevano ricevuto il licopene o la luteina vi era un’espressione aumentata di alcuni geni ‘indicatori’ legati alla rugosità della pelle e all’infiammazione, due effetti collaterali comuni causati dai danni del sole. Al contrario, l’espressione di questi geni risultava significativamente ridotta in chi aveva assunto uno dei due antiossidanti. Gli studiosi ritengono che in futuro questo potrebbe portare allo sviluppo di integratori specifici e sottolineano al contempo che comunque gli antiossidanti non sostituiscono la protezione solare ma sono un’altra arma di difesa.(fonte: ANSA)

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E’ giusto che la dieta sia diversificata anche in base all’età.

Quando raggiungono la pubertà, ragazzi e ragazze sperimentano una rapida e inaspettata diminuzione del numero di calorie che bruciano a riposo. Da qui deriverebbe la diffusione del problema del sovrappeso che si registra spesso tra i teenager. Ad affermarlo uno studio pubblicato sul The International Journal of Obesity.

Tra il 2000 e il 2012, il team di ricerca della University of Exeter Medical School, ha analizzato i dati relativi a quasi 350 bambini del Regno Unito. Per ciascuno, ogni sei mesi, tra i 5 e 16 anni, sono stati misurati salute metabolica, misure corporee e attività fisica svolta. Si è così scoperto che il consumo calorico aumenta a partire dai cinque in poi, ma registra un improvviso calo con l’arrivo della pubertà. Al punto che i quindicenni utilizzano da 400 a 500 calorie in meno a riposo al giorno rispetto a quando avevano 10 anni, pari a quante se ne brucerebbero con un’ora di Zumba. Inoltre esercitano meno attività fisica rispetto all’infanzia. Cosa particolarmente sorprendente in quanto si tratta di un periodo di rapida crescita, e la crescita in genere fa consumare molte calorie.

“Potrebbe essere – commenta l’autore principale Terence Wilkin – che nel corso dei secoli ci siamo evoluti per risparmiare calorie, così da averne abbastanza per supportare le modifiche che il corpo deve sostenere durante la pubertà. Ma ora che si hanno sufficienti calorie ogni giorno, il calo del consumo si traduce in aumento di peso in eccesso”. Un aumento che preoccupa le autorità sanitarie, che considerano obesità e problemi collegati, tra le più gravi sfide a livello mondiale. (fonte: ANSA).

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Nuove ricerche sui benefici di una dieta ricca di omega 3.

Una dieta ricca di omega 3, contenuti in alimenti come ad esempio il salmone o le noci, può essere un’arma in più contro la pressione alta nei giovani. E’quanto emerge da una ricerca presentata da Mark Filipovic dell’Università di Zurigo alle American Heart Association’s Scientific Sessions 2016. La ricerca ha preso in esame 2.036 giovani adulti sani, misurando la quantità di omega 3 nel sangue e registrando le misurazioni della pressione arteriosa. I partecipanti allo studio sono stati poi divisi in quattro diversi gruppi, con agli estremi quelli con i livelli più alti o più bassi di omega 3 nel sangue.
Dai risultati è emerso che coloro che avevano livelli più alti di omega 3 avevano anche livelli più bassi di pressione massima e minima, rispettivamente di 4 millimetri e 2 millimetri di mercurio. Questo, pur non essendo stato dimostrato un rapporto diretto causa effetto tra i due fenomeni, come evidenziano gli studiosi suggerisce che promuovere diete ricche di omega 3 potrebbe essere una strategia per prevenire la pressione alta. (fonte: ANSA)

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Mangiare sano aiuta a stare in salute.

Una dieta sana basata su elevati consumi di frutta e verdura, povera di grassi ‘trans’ come quelli del cibo industriale, e povera di sodio – difende l’indipendenza e l’autonomia degli anziani, proteggendoli da difficoltà di movimento nella vita di tutti i giorni. Di fatto, mangiare sano assicura una vecchiaia serena senza necessità di farsi aiutare nelle azioni quotidiane, dal vestirsi al lavarsi a fare la spesa, etc.

Lo rivela una ricerca i cui risultati sono apparsi sulla rivista ‘the journal of nutrition’, condotta presso il prestigioso Brigham and Women’s Hospital di Boston.

Il lavoro si è basato sui dati relativi a oltre 55 mila donne partecipanti a un grosso studio epidemiologico americano – il Nurses’ Health Study. L’alimentazione di ciascuna è stata monitorata ogni 4 anni e valutata con una scala ad hoc per ”misurarne” il grado di salubrità. Una volta divenute anziane, le donne hanno compilato dei questionari per dire quanta difficoltà incontrassero in azioni semplici, dal fare le scale a sollevare le buste della spesa, dal lavarsi al vestirsi, dal camminare per il quartiere a tante altre azioni indicative di autonomia e indipendenza.

Ebbene è emerso che più era alto il punteggio di salubrità della dieta negli anni precedenti, più la donna divenuta anziana godeva di indipendenza di movimenti e autonomia.

Per una vecchiaia senza bisogno di essere aiutati nelle azioni semplici di tutti i giorni, quindi, bisogna mangiare sano a partire da e durante tutta la vita adulta. (fonte: ANSA)

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Meno dormi, più ingrassi.

Il sonno rovina la linea, nuove conferme arrivano da una ricerca britannica secondo cui perdere ore di sonno porta a mangiare di più, già il giorno dopo con effetti misurabili i termini di calorie ingerite. Per una sola notte in cui si dorme meno, il giorno dopo si mangiano 385 calorie in più (equivalenti a un bel pezzo di pizza bianca – 100 grammi di pizza sono pari a circa 320 calorie).

La ricerca è stata condotta presso il King’s College di Londra e pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition.

Si tratta dell’analisi di diversi dati pubblicati in precedenza sull’argomento (già in passato, infatti numerosi studi avevano gettato più di un sospetto sugli effetti negativi della carenza di sonno sulla silhouette).

Gli esperti hanno confrontato le calorie consumate da un campione di persone cui era chiesto di dormire a piacimento e, successivamente, di limitare il sonno a un certo numero di ore per notte. Ebbene, in questo secondo caso i partecipanti consumavano in media 385 calorie in più al giorno, il giorno successivo alla notte in cui avevano dormito poco.

E’ possibile che, a lungo termine, la carenza di sonno cronica vada a pesare in maniera significativa sulla bilancia di un individuo. (fonte: ANSA).

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Probiotici e colon irritabile

La sindrome del colon irritabile è il disturbo gastro-intestinale più comune nella popolazione adulta. La microflora batterica intestinale attraverso la mediazione di processi infiammatori e immunitari può influenzare i sintomi tipici di questa sindrome.
La somministrazione di probiotici, definiti come microrganismi vitali benefici per l’organismo ospite, ha dato tuttavia risultati variabili in questa patologia, dipendenti dal tipo di ceppo utilizzato. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia della somministrazione di Bifidobacterium infantis, ma non di Lactobacillus salivarius, nel migliorare i disturbi gastrointestinali della sindrome del colon irritabile. A differenza dei probiotici, i prebiotici sono ingredienti alimentari, non digeriti nel tratto iniziale dell’intestino umano, che stimolano la crescita e l’attività dei microrganismi non patogeni già presenti nell’intestino stesso. I questa fase risulta utile fare un attenta e mirata analisi delle feci che metta o meno in evidenza disbiosi intestinali ( vedi http://www.nuovamediterranealab.com/)
Questi risultati aprono la strada a nuovi studi clinici per definire il ruolo degli interventi nutrizionali attivi sulla flora intestinale nel controllo dei sintomi della sindrome del colon irritabile.

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Nuovi prodotti a marchio “Nuova mediterranea Dott.Motzo”

Tutta la comunità scientifica è d’accordo sul fatto che esista uno stretto legame tra una corretta alimentazione e una vita in buona salute. Per mantenersi in salute e in forma bisogna essere attivi tutti i giorni ed alimentarsi in modo adeguato dal punto di vista nutrizionale sia sul piano qualitativo che quantitativo. La prima regola da rispettare per la corretta salute alimentare è prestare attenzione dei nutrienti nei singoli alimenti o pietanze e verificare che le entrate caloriche siano sempre proporzionate al dispendio energetico. Quando questo equilibrio non è rispettato, c’è il rischio dell’insorgenza di situazioni di sovrappeso e di obesità, PER QUESTO “NUOVA MAEDITERRANEA” propone PRODOTTI E RISTORANTI CHE SPOSANO LA NOSTRA DIETA, l’idea è quella di rispondere a tutti i pazienti che non sanno quali prodotti abbiano tutti i requisiti di eccellenza alimentare. In questo sito

PRODOTTI NUOVA MEDITERRANEA  

Potete trovare tutti i prodotti che abbiamo selezionato per voi.

Presto contiamo di inserire anche le eccellenze sulla RISTORAZIONE ( non sarà facile superare a pieni voti il disciplinare che abbiamo preparato ) 

TUTTI I PRODUTTORI AGROALIMENTARI / RISTORANTI CHE SI VOLESSERO CANDIDARE TRA LE ECCELLENZE DI NUOVA MEDITERRANEA POSSONO SCRIVERMI A ECCELLENZENUOVAMED@GMAIL.COM

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