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Archive for ottobre 2017

Attenzione a tutte le diete fai da te!

La dieta Mediterranea, sempre presente quando si parla di corretta nutrizione e prevenzione di tumori e di malattie cardiovascolari, è insidiata da un diffuso ‘fai da te’. Inflazionata ma poco applicata, “tutti ne parlano ma pochi sanno realmente in che consiste e ancora meno coloro che la mettono in pratica. Servono linee guida scientifiche”. E’ l’allarme che arriva dai biologi nutrizionisti, ascoltati in Commissione Agricoltura del Senato, dove è in esame un disegno di legge che prevede la promozione della dieta mediterranea attraverso l’istituzione di una Giornata nazionale, un marchio, un fondo e un comitato scientifico incaricato della tutela.
“Riscontriamo carenza di informazione sul concetto di dieta mediterranea, spesso evocata più come costume che non come corretto percorso nutrizionale”, ha detto Ermanno Calcatelli, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, che come i medici hanno anche la qualifica di ‘nutrizionisti’.
Nonostante dal 2010 l’UNESCO abbia inserito la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale dell’umanità, questo importante passo, aggiunge “non è stato accompagnato nel nostro Paese da iniziative legislative che ponessero le basi per un suo corretto apprendimento”. Molte le “insidie di un’applicazione fai da te”, in primis “l’uso frequente di carboidrati complessi” e “di cibi semilavorati che utilizzano coloranti, grassi animali, antiossidanti, acidificanti, condimenti non di prima qualità”.
Ma anche il tipo di cottura fa la differenza. “Serve a poco mangiare tanta verdura se viene bollita e ripassata, perché la perdita di nutrienti è significativa”.(fonte: ANSA)

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I prebiotici.

Tra le varie “armi” con cui combattere lo stress, oltre ai noti metodi di yoga, meditazione ed esercizio fisico, c’è anche la dieta ricca di prebiotici, che aiuta in particolare il sonno. Da non confondere con probiotici, i prebiotici, che sono il nutrimento dei probiotici e ne stimolano l’attività nel tratto gastro-intestinale, sono alcuni tipi di fibre, come quelle presenti in diverse fonti vegetali, tra cui asparagi, avena e legumi. È quanto emerge da una ricerca della University of Colorado a Boulder, pubblicata sulla rivista Frontiers in Behavioral Neuroscience.
Gli studiosi hanno svolto un esperimento sui topi in laboratorio, che hanno ricevuto per diverse settimane prima di un evento considerato stressante una dieta ricca in prebiotici, comparandoli con un altri inseriti in un gruppo cosiddetto di controllo, su cui non è stato effettuato questo intervento. I risultati hanno evidenziato che i topi che avevano seguito una dieta ricca in prebiotici non solo non sperimentavano disagi indotti dallo stress sulla flora intestinale, ma recuperavano un sonno sano prima rispetto agli altri.
“L’evento stressante che i topi hanno sperimentato era simile a quello che per l’uomo può essere un incidente d’auto o la morte di un caro”, spiega Robert S. Thompson, l’autore principale dello studio, che evidenzia anche come ulteriori ricerche riguarderanno proprio i prebiotici e il loro effetto sull’uomo in situazioni di stress. Nel frattempo, si possono inserire i prebiotici nella dieta per affrontare situazioni stressanti? “Non sono stati finora riportati effetti avversi – conclude Agnieszka Mika, altra autrice dello studio – e si trovano ampiamente in molti vegetali, sono presenti nel latte materno e disponibili in commercio”. (fonte: ANSA)

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Attenzione ai messaggi pubblicitari televisivi: tuteliamo i nostri bambini.

Le pubblicità in tv influenzano l’alimentazione dei bambini piccoli in età prescolare, stimolandoli, di fatto, a mangiare più snack anche in assenza di fame. Lo rivela uno studio condotto da Jennifer Emond presso Health Promotion Research Center a Dartmouth, pubblicato sulla rivista Pediatrics.
E’ il primo studio del genere condotto su bambini molto piccoli (60 bimbi di 2-5 anni). In particolare, è emerso che le pubblicità che reclamizzano cibo influenzano la quantità di merende o snack consumate dai piccoli. Gli esperti hanno proposto al campione di bimbi un programma di 14 minuti intervallato da pubblicità o di prodotti alimentari o non correlate al cibo.
Prima della visione hanno dato loro degli snack dicendo che erano liberi di mangiarne quanti ne volessero. Ebbene, si è visto che i bimbi che vedevano pubblicità di cibi, alla fine del programma avevano consumato una maggiore quantità di snack rispetto agli altri bimbi. Ciò significa, ammoniscono gli esperti, che controllando e limitando l’esposizione di bimbi così piccoli a messaggi pubblicitari si può aiutare a salvaguardare la loro corretta alimentazione, evitando che consumino calorie di troppo e magari cibi non appropriati. (fonte: ANSA)

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Anche se non si è a dieta, bisogna cercare di seguire una corretta alimentazione.

Una terapia a costo zero come quella di una corretta alimentazione può rappresentare il punto di partenza per ridurre l’incidenza di patologie come il diabete, l’ipertensione, o disturbi come la glicemia e colesterolo alto negli anziani. E’ quanto ha sottolineato lo specialista in Scienze dell’Alimentazione, Giovanni Antonelli, nel corso dell’incontro dedicato a ‘Una corretta alimentazione nell’anziano’ organizzati dal ministero della Salute a Expo. “Una corretta alimentazione è fondamentale per gli anziani – ha spiegato – per motivi di carattere etico ma anche clinico, perchè con l’aumentare dell’età aumenta anche l’incidenza di alcune patologie. Cresce di conseguenza anche la spesa per il Servizio sanitario nazionale”. Secondo i più recenti dati Istat, la popolazione anziana in Italia sta crescendo esponenzialmente: si calcola infatti che attualmente un italiano su 5 sia ultra sessantenne e che nel 2050 circa il 34 per cento della popolazione avrà più di 65 anni, contro il 19,5 del 2005. Una dieta sana “dettata dal buon senso” può essere un prezioso alleato: i consigli sono quelli di mangiare cibi variegati dal punto di vista nutrizionale, bere almeno 5 bicchieri di acqua al giorno, consumare frutta e verdura fresca.
“La malnutrizione è una situazione che si riferisce non solo al sottopeso o al sovrappeso – ha spiegato – ma può interessare anche una persona normo peso che però non assume i nutrienti di cui ha bisogno”. La stanchezza, la confusione mentale, i disturbi della vista o i giramenti di testa possono essere i sintomi di una più o meno profonda malnutrizione, anche associata a disidratazione. “Osservare il peso corporeo e far eseguire esami del sangue permetterà al medico o allo specialista di poter riconoscere uno stato di malnutrizione e di correggerlo – ha concluso – apportando modifiche nella dieta di tutti i giorni”. (fonte: ANSA)

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