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Archive for dicembre 2016

Il diabete e l’alimentazione durante le feste natalizie.

Mangiare sempre alla stessa ora, preparare e portare qualcosa di sano se si è invitati ad una festa, non saltare i pasti in preparazione di un banchetto: sono alcuni dei consigli che i Centers for disease control (Cdc) americani danno alle persone diabetiche, in modo da superare ‘indenni’ le feste natalizie, con tutte il loro carico di bontà culinarie.
Il primo suggerimento è di prepararsi per tempo: quindi cercare di mangiare all’ora in cui si è soliti farlo, in modo da tenere stabile il livello di zuccheri nel sangue, e mangiare un piccolo snack alla propria ora dei pasti se il pranzo o cena a cui si è invitati verrà servito più tardi. L’altro consiglio è di fare le scelte più sane quando si hanno di fronte tanti cibi deliziosi: quindi farsi un piccolo piatto con le cose che piacciono di più dal tavolo del buffet, partire con le verdure per smussare l’appetito, mangiare lentamente ed evitare o limitare l’alcol.
Nessun cibo comunque è su una ‘lista nera’: si possono scegliere dei piatti che piacciono e non si mangiano nel resto dell’anno. Meglio mangiarli piano e assaporarli poco per volta.
Altro consiglio è quello di fare attività fisica e mantenersi attivi, magari facendo una passeggiata dopo i pasti con gli amici e la famiglia. Infine, anche se si fa più tardi, è importante cercare di dormire almeno 7-8 ore per notte, perchè quando si dorme meno, si tende a mangiare di più, in particolare cibi ricchi di grassi e zuccheri. (fonte: ANSA)

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Come stare attenti alla linea quando arrivano le feste.

Si avvicinano le feste e i dietisti consigliano come non finire sovrappeso, responsabilizzando i consumatori, facendo loro sapere, ad esempio, che “una fetta di 125 grammi di panettone ‘classico’ contiene ben 416 chilocalorie (kcal)”, più di un piatto di spaghetti alle vongole (408), molto più di una cotoletta alla milanese (327).
L’iniziativa, dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, mette soprattutto sotto accusa gli zuccheri semplici, quelli che si usano per fare i dolci (saccarosio, fruttosio, ma anche miele) o zuccherare le bevande. E gli esperti dell’Osservatorio evidenziano che gli zuccheri semplici introdotti con la dieta dagli italiani vanno ben oltre il limite consigliato (secondo l’OMS meno del 10% del fabbisogno calorico, corrispondenti a meno di due cucchiai) e arrivano quasi al 20% dell’energia introdotta, sia per gli uomini sia per le donne.
“Un eccessivo utilizzo di zuccheri favorisce lo svilupparsi di diabete e obesità, malattie che aumentano il rischio cardiaco – spiega Michela Barichella, responsabile medico dell’UOS di Dietetica e Nutrizione Clinica Gaetano Pini CTO di Milano – per questo è importante prediligere nell’alimentazione i carboidrati a basso indice glicemico (IG). Gli zuccheri semplici hanno un più alto IG degli zuccheri complessi”, o carboidrati, come pasta, pane, riso e altri cereali.
Ed è bene sapere che se la fetta di panettone classico contiene 416 Kcal con 70 di carboidrati totali e 29 grammi di zuccheri solubili, quella di panettone mandorlato ne contiene 469, con 65 grammi di carboidrati e 37 di zuccheri. Mentre con il panettone con ripieno e farcitura al cioccolato fondente le kcal salgono a 511, poco più del pandoro classico (510). Se poi sulla fetta si versa, come accade spesso, la crema al mascarpone, sono altre 371 kcal per 100 grammi di crema.
E ancora: 100 grammi di torrone sono 479 kcal con 52 grammi di zuccheri, 100 gr di marron glacé 318 con 60 gr di zuccheri, la stessa quantità di marzapane ha 442 kcal e 46 gr di zuccheri.
Per ridurre il rischio cardiovascolare, diabete e obesità, “è fondamentale – per Barichella – seguire i dettami della dieta mediterranea (il 55-60% dell’energia derivi da carboidrati complessi e solo il 15% da zuccheri semplici) evitando di consumare troppo zucchero, presente in gran quantità nei dolci, specie in quelli che si mangiano durante le feste”(fonte: ANSA).

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I pasti delle feste…

Nel periodo natalizio e’ facile fare qualche ‘strappo alla regola’. A chi chiede se sia possibile assecondarli senza rimpianti, il ricercatore dell’Inran Andrea Ghiselli, risponde che ”bisognerebbe stare attenti alla propria alimentazione da Capodanno a Natale, e non da Natale a Capodanno. In questo modo piccoli sgarri all’alimentazione quotidiana possono essere fatti con soddisfazione della gola e della salute”. Ghiselli consiglia di ”preparare manicaretti a base di vegetali, purché non troppo unti e pasticciati, che saziano senza appesantire troppo. Senza rinunciare ai classici delle feste come il cotechino e il panettone. Mentre per quanto riguarda i dolci, e’ un piacere che possiamo permetterci se rinunciamo a qualche caloria altrove”.
Anche i brindisi rappresentano una parte importante del sovraccarico calorico: un bicchiere di vino o di spumante può arrivare a 100 kcal. Per non litigare con la bilancia occorre quindi, a detta dell’esperto, concedersi lunghe passeggiate.
Per quanto riguarda i bambini, ”e’ difficile pensare di poterli sottrarre dalle numerose ‘dolci tentazioni’ di panettoni, torroni, cioccolato” ammette il direttore della Clinica Pediatrica Luigi Sacco di Milano Gian Vincenzo Zuccotti ma ”la strategia corretta non e’ il divieto ma piuttosto il consumo moderato. Il peccato di gola deve essere occasionale e non diventare un’abitudine alimentare. Limitare il sale”.
Un appello al buon senso viene dal vicepresidente della Societa’ italiana dell’alimentazione, Sisa: dalla vigilia di Natale all’Epifania approfittare della gastronomia festiva solo nei 4-5 giorni che sono veramente di festa, considerando “normali” le altre giornate. Occorre poi sfruttare il maggior tempo libero per muoversi di piu’.(fonte: ANSA)

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Il menù natalizio “salva pelle”.

Le festività natalizie sono una minaccia per la linea, ma possono rivelarsi “pericolose” anche per chi soffre di problemi alla pelle, in particolare di psoriasi. Dagli esperti della Scuola della Psoriasi arrivano dei suggerimenti per un menù ‘salva pelle’: sì a pesce, carni magre e noci, no a torrone e dolci elaborati.
In questo periodo di abbuffate senza troppe remore su dolci e grassi, salvarsi letteralmente la pelle può diventare difficile perché molti cibi della tradizione sono bombe caloriche che aumentano il rischio di sovrappeso e soprattutto infiammano i tessuti, spianando la strada alla comparsa di nuove lesioni sulla cute. Per questo, in occasione della seconda riunione della Scuola della Psoriasi, organizzata dalla Dermatologia dell’Università Federico II che si è svolta recentemente a Napoli, gli esperti hanno fatto il punto sui cibi che a oggi sono amici o nemici dei pazienti: per la cena della vigilia, per esempio, sì al pesce accompagnato da verdure invernali per contorno come carote e zucca gialla, per il pranzo di Natale via libera a carni magre come pollo e tacchino farciti di verdure come cavolo, bietole o spinaci e accompagnati da cereali integrali. Per dessert, ottima la frutta secca e qualche dolce della tradizione meno ricco di zuccheri, preferendo per esempio una piccola fetta di pandoro o panettone classici, senza farciture, a torrone e marron glacé; attenzione ai dolci elaborati. (fonte: ANSA).

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L’alcol fa ingrassare.

Il consumo di alcol ingrassa tanto quanto il junk food, ovvero il cibo spazzatura, e basta una bottiglia di birra al giorno per accumulare 5 chili in un anno.
Un’indagine del Cancer Council di Victoria sulle calorie nascoste nelle bevande alcoliche rivela che alcune tra le più popolari hanno un numero di calorie simili a barrette di cioccolato e merendine. Aspetti da tenere in considerazione in vista del Natale, periodo dell’anno in cui, oltre al cibo, spesso non si rinuncia neanche a qualche bicchiere in più.
I peggiori, secondo la ricerca, sono gli alcolici miscelati.
Solo una lattina di rum e cola o vodka e agrumi contiene circa 250 calorie. Se se ne consumano quattro nel corso di una serata, si raggiungono le 1000 calorie, un numero pari a quasi la metà della dose giornaliera necessaria a un adulto medio. Cioè l’equivalente di mangiare 20 bocconcini di pollo, 3 cheeseburger o 5 ciotole di cereali zuccherati con il latte. Quanto alla comune birra, secondo lo studio, berne una bottiglia (stubby) al giorno equivale in media ad aggiungere cinque chili sulla bilancia nel corso di un anno. Inoltre, sottolinea Craig Sinclair, portavoce del Cancer Council di Victoria, “le persone che bevono più di due drink standard al giorno, nel lungo termine rischiano di più di un semplice aumento di peso. C’è una forte evidenza che l’alcol è legato al cancro di bocca, gola, esofago, stomaco, fegato, intestino e seno femminile”. Più del 2,8 per cento dei casi di cancro in Australia nel 2010 sono stati attribuiti al consumo di alcol. (fonte: ANSA)

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Bambini capricciosi a tavola?

Il tuo bimbo è ”schizzinoso” a tavola e mangia solo pochi cibi, rifiutando gli altri? Ebbene, il suo potrebbe essere un comportamento scritto sul Dna Lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of Child Psychology and Psychiatry e condotta presso la University College London.

La ricerca è stata condotta su coppie di gemelli (Gemini Study – 1921 famiglie coinvolte con gemelli di circa 16 mesi di età), andando a valutare fino a che punto geni e ambiente (specie il modo di fare dei genitori rispetto alle pappe dei piccoli) condizionano il comportamento a tavola dei piccini.

Gli esperti hanno valutato due noiose situazioni che si verificano quando a tavola si siede un bimbo, e cioè il livello di selettività del piccolo rispetto ai cibi che accetta di mangiare (quanto un bambino è schizzinoso) e la ‘neofobia’, ovvero la paura di assaggiare alimenti che non ha mai provato prima.

Gli esperti hanno visto che per entrambe queste condizioni l’impatto della genetica è forte, anche se pure l’ambiente (ovvero il comportamento e le reazioni dei genitori) hanno un peso.

Ma ‘i geni non sono il destino’, spiegano gli autori, quindi benché questo studio sgravi mamma e papà da inutili sensi di colpa su loro presunti errori educativi a tavola, nemmeno deve renderli arrendevoli di fronte a un bambino capriccioso che non vuole cibi nuovi e mangia solo pochi alimenti, sempre gli stessi. (fonte: ANSA)

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Noci e verdure a foglia verde.

Il magnesio, uno degli elementi chiave della dieta mediterranea, sembra essere uno ‘scudo’ contro problemi di cuore (in particolare delle coronarie), ictus e diabete. Un’alimentazione ricca di questo minerale, contenuto ad esempio nelle noci, in alcune verdure a foglia verde, nel pesce e nella carne, riduce infatti l’insorgenza di tali malattie. È quanto emerge da una ricerca della Zhejiang University e della Zhengzhou University pubblicata sulla rivista Bmi Medicine. Gli studiosi hanno preso in esame i dati di 40 studi precedenti che hanno visto coinvolte in totale oltre un milione di persone in nove Paesi. Dai risultati, che sono stati resi omogenei, è emerso che coloro che assumevano più magnesio tramite la dieta, si trovavano quindi in uno schema appositamente realizzato nella più alta categoria per consumo di questo minerale, avevano un rischio del 10% più basso di andare incontro a malattie delle coronarie, del 12% più basso di ictus e del 26% più basso di diabete di tipo 2. I risultati indicavano anche che 100 mg in più al giorno di magnesio nella dieta potrebbero ridurre il rischio di ictus del 7% e diabete di tipo 2 del 19%. “Le linee guida per la salute attuali raccomandano un apporto di magnesio di circa 300mg al giorno per gli uomini e 270mg al giorno per le donne – spiega l’autore principale della ricerca Fudi Wang – nonostante ciò, la carenza di questo minerale è relativamente comune, colpisce tra il 2,5% e il 15% della popolazione generale. I nostri risultati sono importanti per informare i responsabili pubblici e politici sulle linee guida dietetiche per ridurre i rischi per la salute dovuti a carenza di magnesio”.(fonte:ANSA)

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Le noci ed il buonumore.

Nelle noci potrebbe risiedere una delle chiavi per migliorare l’umore e alleviare lo stress. Ma l’effetto positivo vale solo per i ragazzi giovani, gli studenti universitari, in special modo i maschi. Il consiglio è di mangiarne una manciata al giorno. È quanto emerge da una ricerca della University of New Mexico, pubblicata sulla rivista Nutrients. Gli studiosi hanno preso in esame 64 studenti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I partecipanti sono stati invitati a mangiare tre fette di ‘banana bread’ un dolce tipico della tradizione anglosassone, un plum-cake alla banana, ogni giorno per sedici settimane. Per otto settimane, sono state aggiunte noci all’impasto, per altre otto no. Le noci sono state finemente tritate in modo che i due tipi di ‘banana bread’ fossero simili per gusto e aspetto. Nel periodo in cui i ragazzi hanno mangiato il plum-cake alla banana con aggiunta di noci è stato chiesto loro anche di mangiare mezza tazza di noci al giorno. Al termine dell’esperimento, è stato misurato l’umore, con un apposito test, Profiles of Mood States (Poms), che esamina sei ambiti: tensione, depressione, rabbia, stanchezza, energia, confusione. “C’è stato un significativo 28 per cento di miglioramento del tono dell’umore nei giovani – spiega l’autore della ricerca, Peter Pribis – mentre gli stessi miglioramenti non hanno riguardato le ragazze, ma non sappiamo il perché”. Ci sono diversi nutrienti nelle noci che potrebbero essere responsabili del miglioramento dell’umore secondo gli studiosi, come l’acido alfa-linolenico, la vitamina E, l’acido folico, i polofenoli e la melatonina. Ma il segreto potrebbe stare in realtà nella combinazione di tutti questi elementi.(fonte: ANSA).

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Lo zinco è un importante micronutriente per il sistema immunitario e per quello nervoso.

Una dieta povera di zinco puo’ rendere l’intestino piu’ sensibile alle infiammazioni. E’ quanto dimostrato, per la prima volta, dalla ricerca, pubblicata sul ”Journal of Nutritional Biochemistry, dell’Inran, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), in via di accorpamento al Cra.

Lo studio – condotto nell’ambito del progetto Nume, finanziato dal Mipaaf – e’ stato svolto su un modello di cellule intestinali isolate (che riproduce in laboratorio le caratteristiche fisiologiche dell’intestino umano) e ha mostrato che tali cellule, appositamente sottoposte prima a carenza marginale di zinco e poi a stress infiammatorio, vanno incontro a morte cellulare programmata, interrompendo la continuita’ dell’epitelio intestinale, con possibili gravi ripercussioni sulla salute che andranno confermate da specifici studi in vivo.

Lo zinco e’ un micronutriente essenziale che si trova in alimenti proteici di origine animale – carne e pesce, quindi – ma anche in legumi, semi, frutta secca e – in minore quantita’ – nei latticini. E’ importante per l’efficienza del sistema immunitario, lo sviluppo del sistema nervoso e l’integrita’ della pelle. Poiche’ questo metallo e’ coinvolto in moltissimi processi biochimici, un suo insufficiente apporto puo’ contribuire ad altre patologie, tra cui le malattie cronico-infiammatorie dell’apparato gastro-intestinale come il morbo di Chron.

”Un’alimentazione bilanciata e’ di solito in grado di assicurare lo zinco necessario. Tuttavia, la quantita’ sufficiente di questo come di altri micronutrienti non e’ la stessa per tutti – precisa Chiara Murgia, la ricercatrice Inran che ha coordinato lo studio – alcuni individui o gruppi di popolazione, quali donne in gravidanza, anziani e bambini, sono piu’ a rischio di altri, ma anche stili di vita o caratteristiche genetiche individuali possono determinare stati di carenza. Ecco perche’ l’eccesso di zinco puo’ essere altrettanto dannoso per la salute. Questo studio – conclude la ricercatrice – suggerisce che, qualora si presentino disturbi gastrointestinali cronici, i livelli di zinco dovrebbero essere determinati, e offre una prima spiegazione all’osservazione clinica che i pazienti affetti dal morbo di Chron beneficiano di supplementi di zinco e fornisce nuovi possibili spunti terapeutici per trattare i sintomi di questa patologia”. (fonte: ANSA)

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Il freddo ci permette di mangiare di più…

Con il freddo è possibile mangiare di più, ma senza ingrassare e dunque salvando la linea. Possiamo cioè concederci più cibo, e questo perchè la natura offre alimenti calorici che scaldano ma che al tempo stesso aiutano a sciogliere il grasso corporeo. Parola di nutrizionista: ”Il cibo – afferma Serena Missori, specialista in Nutrizione, Endocrinologia e Diabetologia, e docente Corsi di Alta Formazione e Formazione in Metodologie Anti-Aging ed Anti-Stress – alimenta, nutre, sostiene e contiene energia termica sotto forma di calorie, che in inverno andrebbero leggermente aumentate per consentirci di sopportare meglio l’abbassamento della temperatura senza ripercussioni negative.

Questo non significa però dare libero sfogo ai peccati di gola che prima o poi presentano il conto sulla bilancia; quindi, banditi gli alcolici, i fritti ed i dolciumi, ma bisogna invece scegliere quegli alimenti che oltre ad essere buoni, nutrono i nostri apparati rendendoli efficienti ed in grado di consumare l’eventuale adipe in eccesso”. Dall’esperta dunque, autrice del libro ‘Allenati, mangia e sorridi’, i consigli per una alimentazione invernale ‘tipo’, gustosa ma anche salva-linea: ”In primis – spiega – bisogna ricordarsi di bere per mantenere idratata anche la pelle che con il freddo tende a seccarsi, quindi via libera a tisane con cannella, zenzero, arancio e thè verde ricco di antiossidanti. Iniziare poi la colazione con un bicchiere d’acqua tiepida con succo di limone (drenante e disintossicante) ed 1-3 cucchiaini di miele che ci aiuta a proteggerci dal raffreddore e dal mal di gola. Preparare quindi un porridge con il latte di mandorle ed i fiocchi d’avena, ricchi di beta glucano ed avenantramide, fibre che facilitano il transito intestinale dolcemente. Inoltre l’avena richiede un dispendio energetico maggiore per essere digerita, dunque ‘si brucia’ di più.

Per gli spuntini non facciamoci mancare la cioccolata fondente, soprattutto al peperoncino, un quadratino per una pausa golosa ci scalderà ed attiverà il metabolismo grazie al cacao che aiuta a dimagrire”. A pranzo o a cena invece, consiglia, ”mangiare zuppe riscaldanti di cereali e semi integrali come il riso, il miglio, il farro, il sorgo, la quinoa, l’orzo, insieme a legumi come fagioli cannellini, borlotti, ceci e lenticchie, senza dimenticare le verdure. Arricchire i piatti con spezie riscaldanti”. In particolare, infine, abbondare con il brodo di ossa di pollo o di manzo: ”E’ ricco di gelatina (collagene) che è anti invecchiamento, disintossicante, protegge le articolazioni, migliora il sonno e quindi ottimizza le funzioni del corpo”. (fonte:ANSA)

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