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Archive for novembre 2016

E’ giusto che la dieta sia diversificata anche in base all’età.

Quando raggiungono la pubertà, ragazzi e ragazze sperimentano una rapida e inaspettata diminuzione del numero di calorie che bruciano a riposo. Da qui deriverebbe la diffusione del problema del sovrappeso che si registra spesso tra i teenager. Ad affermarlo uno studio pubblicato sul The International Journal of Obesity.

Tra il 2000 e il 2012, il team di ricerca della University of Exeter Medical School, ha analizzato i dati relativi a quasi 350 bambini del Regno Unito. Per ciascuno, ogni sei mesi, tra i 5 e 16 anni, sono stati misurati salute metabolica, misure corporee e attività fisica svolta. Si è così scoperto che il consumo calorico aumenta a partire dai cinque in poi, ma registra un improvviso calo con l’arrivo della pubertà. Al punto che i quindicenni utilizzano da 400 a 500 calorie in meno a riposo al giorno rispetto a quando avevano 10 anni, pari a quante se ne brucerebbero con un’ora di Zumba. Inoltre esercitano meno attività fisica rispetto all’infanzia. Cosa particolarmente sorprendente in quanto si tratta di un periodo di rapida crescita, e la crescita in genere fa consumare molte calorie.

“Potrebbe essere – commenta l’autore principale Terence Wilkin – che nel corso dei secoli ci siamo evoluti per risparmiare calorie, così da averne abbastanza per supportare le modifiche che il corpo deve sostenere durante la pubertà. Ma ora che si hanno sufficienti calorie ogni giorno, il calo del consumo si traduce in aumento di peso in eccesso”. Un aumento che preoccupa le autorità sanitarie, che considerano obesità e problemi collegati, tra le più gravi sfide a livello mondiale. (fonte: ANSA).

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Nuove ricerche sui benefici di una dieta ricca di omega 3.

Una dieta ricca di omega 3, contenuti in alimenti come ad esempio il salmone o le noci, può essere un’arma in più contro la pressione alta nei giovani. E’quanto emerge da una ricerca presentata da Mark Filipovic dell’Università di Zurigo alle American Heart Association’s Scientific Sessions 2016. La ricerca ha preso in esame 2.036 giovani adulti sani, misurando la quantità di omega 3 nel sangue e registrando le misurazioni della pressione arteriosa. I partecipanti allo studio sono stati poi divisi in quattro diversi gruppi, con agli estremi quelli con i livelli più alti o più bassi di omega 3 nel sangue.
Dai risultati è emerso che coloro che avevano livelli più alti di omega 3 avevano anche livelli più bassi di pressione massima e minima, rispettivamente di 4 millimetri e 2 millimetri di mercurio. Questo, pur non essendo stato dimostrato un rapporto diretto causa effetto tra i due fenomeni, come evidenziano gli studiosi suggerisce che promuovere diete ricche di omega 3 potrebbe essere una strategia per prevenire la pressione alta. (fonte: ANSA)

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Mangiare sano aiuta a stare in salute.

Una dieta sana basata su elevati consumi di frutta e verdura, povera di grassi ‘trans’ come quelli del cibo industriale, e povera di sodio – difende l’indipendenza e l’autonomia degli anziani, proteggendoli da difficoltà di movimento nella vita di tutti i giorni. Di fatto, mangiare sano assicura una vecchiaia serena senza necessità di farsi aiutare nelle azioni quotidiane, dal vestirsi al lavarsi a fare la spesa, etc.

Lo rivela una ricerca i cui risultati sono apparsi sulla rivista ‘the journal of nutrition’, condotta presso il prestigioso Brigham and Women’s Hospital di Boston.

Il lavoro si è basato sui dati relativi a oltre 55 mila donne partecipanti a un grosso studio epidemiologico americano – il Nurses’ Health Study. L’alimentazione di ciascuna è stata monitorata ogni 4 anni e valutata con una scala ad hoc per ”misurarne” il grado di salubrità. Una volta divenute anziane, le donne hanno compilato dei questionari per dire quanta difficoltà incontrassero in azioni semplici, dal fare le scale a sollevare le buste della spesa, dal lavarsi al vestirsi, dal camminare per il quartiere a tante altre azioni indicative di autonomia e indipendenza.

Ebbene è emerso che più era alto il punteggio di salubrità della dieta negli anni precedenti, più la donna divenuta anziana godeva di indipendenza di movimenti e autonomia.

Per una vecchiaia senza bisogno di essere aiutati nelle azioni semplici di tutti i giorni, quindi, bisogna mangiare sano a partire da e durante tutta la vita adulta. (fonte: ANSA)

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Meno dormi, più ingrassi.

Il sonno rovina la linea, nuove conferme arrivano da una ricerca britannica secondo cui perdere ore di sonno porta a mangiare di più, già il giorno dopo con effetti misurabili i termini di calorie ingerite. Per una sola notte in cui si dorme meno, il giorno dopo si mangiano 385 calorie in più (equivalenti a un bel pezzo di pizza bianca – 100 grammi di pizza sono pari a circa 320 calorie).

La ricerca è stata condotta presso il King’s College di Londra e pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition.

Si tratta dell’analisi di diversi dati pubblicati in precedenza sull’argomento (già in passato, infatti numerosi studi avevano gettato più di un sospetto sugli effetti negativi della carenza di sonno sulla silhouette).

Gli esperti hanno confrontato le calorie consumate da un campione di persone cui era chiesto di dormire a piacimento e, successivamente, di limitare il sonno a un certo numero di ore per notte. Ebbene, in questo secondo caso i partecipanti consumavano in media 385 calorie in più al giorno, il giorno successivo alla notte in cui avevano dormito poco.

E’ possibile che, a lungo termine, la carenza di sonno cronica vada a pesare in maniera significativa sulla bilancia di un individuo. (fonte: ANSA).

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